Introduzione a Moore by LECALDANO Eugenio

By LECALDANO Eugenio

16mo pp. 158 ril tela (cloth)

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P. 61. 95 Sulla importanza di questo saggio si veda J. PASSMORE, A Hundred Years of Philosophy, London 19662, pp. 209-10. 96 Un debito nei confronti di Moore per averlo aiutato a liberarsi dall'idealismo riconosce B. RusSELL, Autobiogra­ fia, vol. , pp. 96 e 217 . , t:. quando rileva giustamente N. Abbagnano nell'in­ troduzione già citata alla trad. it. dei Principia Ethica, p. 8. 35 leyana che le relazioni sussistenti fra oggetti non erano esterne, ma dovevano piuttosto essere viste sempre come interne alle cose, Moore affermerà che « certamente alcune proprietà relazionali non sono interne » 98• In questo modo veniva a cadere proprio quel « dogma » che Bradley aveva avanzato per rifiutare il mondo sensibile considerato contradditto­ rio e per affermare l'idealismo.

139. , •i """"' ®•q ta nella sfera del soggetto e proprio perciò e sarebbe riuscita a rendere conto dell'universa quanto vanamente avrebbe cercato di dedurlo . singolo evento mentale. Ma a queste critiche a Kan si accompagnava poi l'affermazione - e con essa era dall'empirismo che Moore si allontanava - che, come Kant aveva giustamente visto per primo, nel caso delle proposizioni matematiche e di proposizioni quali ' Ogni evento ha una causa ' ci troviamo di fronte a proposizioni sintetiche a priori 84• Tutto è oramai pronto per un definitivo rifiuto dell'idealismo ed ecco infatti, nel 1903, la pubblica­ zione di La confutazione dell'idealismo 85, in cui ven­ gono ripresi in larga parte i temi sviluppati nei prece­ denti articoli e si preannuncia inoltre la direzione di ricerca in cui Moore si incamminerà negli anni suc­ cessivi: una difesa del " senso comune " che rifiuti le opposte concezioni filosofiche dell'idealismo e dell'em­ pirismo.

Anzi, Moore crede che non si tratti di un compito proprio del filosofo : l'etica filosofica si occupa prin­ cipalmente di questioni di analisi e non di fornire indicazioni normative; « non è compito del filosofo il consiglio e l'esortazione morale ,. 6 • Ecco una con­ vinzione che tutta l'etica anglosassone successiva, da Ayer a Stevenson, da Hare a Toulmin, condividerà con Moore 7: il filosofo deve guardarsi dal fornire dei suggerimenti espliciti sulle questioni di valore, il suo - nel caso della morale - è principalmente un lavoro teoretico, di chiarimento e di analisi, non già un lavoro pratico di decisioni e di prescrizioni.

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